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24 febbraio 2017

LIBRI "ERRI DE LUCA ALLA LIBRERIA I TRAPEZISTI"

di Emanuela Dottorini
Intanto ieri pomeriggio, Roberto Ippolito noto giornalista e scrittore, ha presentato Erri De Luca e il suo ultimo libro “La Natura Esposta” dai Trapezisti


no, non  dai circensi nè al circo, ma nella nuovissima libreria che si chiama così.

Una libreria indipendente per uno scrittore che è tale per intelletto e scelta e che considera la scrittura un tempo salvato alle giornate, anzi il tempo migliore.

Si parla di un crocefisso e del suo restauro che svela una “natura esposta” anzichè coperta come richiesto per ragioni di pudore; quel pudore che sembra abbiano infranto proprio gli esecutori della sanzione penale romana della crocifissione che mirava all’umiliazione più completa dell’uomo, denigrato ad animale nudo e senza coscienza di sè.
E’ un Cristo morente e non già morto questo del crocefisso che offre l’occasione per la rilettura dei testi sacri da parte di  Erri De Luca, conoscitore dell’ebraico antico, il quale ci propone tre varianti di questa sua rilettura: un San Giuseppe giovane e non vecchio, l’adesione immediata di Miriam (Maria) all’annunciazione non di un angelo ma di una presenza divina in forma umana e la crocifissione avvenuta su un corpo completamente nudo.
La lettura di questo libro, credo, non abbia lo scopo di sollevare questioni di indignazione religiosa o di teologia pura, ma di considerare l’interpretazione di uno scrittore che, professandosi ateo e conoscendo l’ebraico antico, cerchi di chiarirsi, facendo i confronti tra quello che ha già letto, la sua idea letteraria delle Scritture: come quella che il Vetero Testamento si concluda con Gesù e la sua esperienza di Dio nell’umanità mentre il Nuovo Testamento inizierebbe con Gli Atti degli Apostoli.
Come sempre in Erri De Luca la pacatezza e il tono lieve contiene idee coraggiose e potenti. Lui, cordiale ma in fondo schivo, dopo aver autografato tutti gli auditori col suo libro in mano, ha salutato e si è congedato quasi sparendo in silenzio.
 
 
 
 #libri  #errideluca  #itrapezisti #robertoippolito


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22 febbraio 2017

EVENTI A ROMA "STORIA DELLA MODA DEL 900"

STORIA DELLA MODA DEL ‘900
Un ciclo di conversazioni a cura di Mariastella Margozzi
Ogni conferenza è seguita da un piccolo aperitivo

Josephine Baker


Bertolami Fine Arts – ACR Auctions
Palazzo Caetani Lovatelli - Piazza Lovatelli, 1 – Roma
Biglietto: € 12 - Studenti € 10 - Abbonamento all’intero ciclo di incontri € 40
Informazioni e prenotazioni:
Scarlett Matassi
s.matassi@bertolamifinearts.com +39 345 0825223 - +39 06 3218464 - +39 06 32609795

In occasione del secondo incontro giovedì 23 febbraio alle 18,30, sarà presentata una selezione di bozzetti di moda e costume realizzati negli anni ‘20 e ‘30 dal disegnatore Ottorino Mancioli. La mostra sarà visibile sino a venerdì 3 marzo 2017 dal lunedì al venerdì ore 11-13 /15-19,30 (ingresso libero)

GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO ORE 18,30
TRA LE DUE GUERRE. MODA E COSTUME

Il gusto decò contagia la moda negli anni venti e fino a metà dei trenta.
L'emancipazione femminile nella società si riflette nel modo di vestire.
La moda sportiva – La moda e l’arte
A Parigi: Madeleine Vionnet, Jean Patou e Elsa Schiaparelli.
Focus su Coco Chanel.


LIBRI "ANCOR MEGLIO TACENDO"



ANCOR MEGLIO TACENDO

La preghiera cristiana
Don Paolo Scquizzato e don Ermis Segatti ne discutono
martedì 28 febbraio 2017
ore 18:00 – Libreria la Feltrinelli Libri & Musica, piazza CLN 251 – Torino



Il nuovo libro di don Paolo Scquizzato: Ancor meglio tacendo. La preghiera cristiana

Cos'è la preghiera? – «La preghiera è lo spazio in cui Dio accade in noi nella misura in cui concediamo spazio al suo compiersi», scrive don Paolo Scquizzato nel suo libro Ancor meglio tacendo (Effatà Editrice). Ma come possiamo fare spazio al Signore?
Pregare in silenzio – La nostra vita quotidiana è piena di mille occupazioni, impegni, scadenze, appuntamenti, ogni faccenda ci sembra inderogabile. Trovare un momento per pregare con calma, senza fretta, senza essere distratti dai pensieri che occupano la nostra mente e dal cellulare che squilla in continuazione sembra spesso impossibile. Eppure il segreto, sottolinea l’autore, è nascosto lì.
La preghiera non è un atto intellettuale – Spesso si può cadere nell’errore di credere la preghiera un atto intellettuale, una questione di conoscenza, eppure è un incontro, un’esperienza… «Solo l’esperienza riesce a cogliere la totalità e Dio è l’Uno (…) Dio è questione di esperienza».
Perché… “Ancor meglio tacendo”? – Secondo don Scquizzato quando si riesce a silenziare il mondo dei pensieri, delle immagini e delle parole che ci invade la testa e ci distrae dal rapporto con Dio, è possibile svuotarci e divenire capaci di accogliere. Per questo il silenzio è fondamentale perché ci offre lo spazio per riceverLo.
Quando la nostra vita diviene un fare e trafficare frenetico, corriamo il rischio di ridurre noi stessi a ciò che siamo stati in grado di produrre, dimentichiamo l’essenza profonda che ci caratterizza in quanto uomini e che è molto più grande di ciò che siamo riusciti a realizzare. Fermarci è utile per incontrare Dio, quella “parte migliore che non ci sarà tolta”.
Pregare è riconoscersi mendicanti – Il mendicante è colui che chiede l’elemosina, è un povero che per vivere domanda e implora e accetta tutto, sta con le mani spalancate. Pregare è essere mendicanti “poveri nell’essere”, sottolinea l’autore, “per accogliere e raccogliere” lo Spirito Santo che il Signore ci dona: “(…) il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Luca, 11, 13).
Solo Dio trasforma la nostra acqua in vino – «Ciascuno di noi è povertà in attesa di compimento» scrive l’autore, ed è attraverso la preghiera e l’azione dello Spirito Santo che la nostra povertà si trasforma in pienezza, abbondanza e gioia.
La preghiera è un atto ri-creativo, non un ripetersi vuoto di formule e nemmeno esclusivamente un domandare per ricevere ma una “continua creazione di noi stessi” .

#libri